In questo momento di emergenza sanitaria, la chiusura della scuola di ogni ordine e grado ha costituito una misura inevitabile nel tentativo di ridurre i fenomeni di contagio.

Vi ricordo che questa misura, che riduce il diritto all’istruzione dei nostri bambini e dei nostri ragazzi, non tocca solo il nostro Paese ma è stata per ora assunta anche in altri 15 Paesi del mondo e coinvolge, secondo dati Unesco, circa 350 milioni di giovani che, in questo momento, non possono accedere fisicamente alla scuola.  La situazione si sta aggravando su scala planetaria e sappiamo che anche in altri Paesi, nei prossimi giorni verrà presa questa decisione.

La scuola è luogo di apprendimento ed educazione, in una cornice di relazione tra insegnante e studente; con la sospensione delle lezioni questa relazione si interrompe e non potrà sicuramente essere sostituita dalla cosiddetta didattica a distanza, in particolare per una fascia di età dai 3 ai 14 anni.

Sono arrivate alcune isolate voci critiche in merito alla latitanza degli insegnanti e alla mancanza di stimoli offerti agli studenti. Daremo ascolto e risposte a tutti, ma vi assicuro che tantissimo lavoro è stato fatto e numerose attività sono ancora in costruzione. Siamo in cammino: sicuramente tanto può migliorare.

La scuola è in movimento, così come la società di cui è parte viva; all’improvviso sono stati richiesti cambiamenti nella modalità di fare scuola che necessariamente richiedono sguardi nuovi: agli insegnanti, agli studenti e alle loro famiglie.

È indubbio che usciremo tutti cambiati da questo periodo e, ne sono certa, anche arricchiti.

Posso testimoniare l’impegno che il personale della scuola ha profuso in queste due settimane, per trasmettere un segnale di vicinanza ai bambini e ai ragazzi, e per dare continuità al lavoro interrotto, mediante gli strumenti che le diverse competenze degli insegnanti e la storia pregressa della classe hanno permesso di attivare

Nelle scuole dell’infanzia, in quelle primarie e nella secondaria i docenti si stanno adoperando per individuare modalità efficaci, in relazione alle diverse età, per rendere vive le classi che non si trovano più a poter condividere con naturalezza spazi, tempo e situazioni.

Settimana prossima, espliciteremo, per ciascun ordine di scuola, quale sarà la proposta per le prossime tre settimane.

Ringrazio tutti voi genitori,, per l’aiuto fornito ai bambini e ai ragazzi, ad organizzarsi in queste lunghe giornate libere dalla frequenza scolastica e in particolare i genitori rappresentanti delle classi, per il prezioso ruolo che hanno svolto sino ad ora e che svolgeranno nelle prossime settimane.